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Chi sono (?)

Spero di non arrivare mai al punto di avere una risposta stabile e definita a questa domanda e di potermelo continuare a chiedere ogni volta come se fosse la prima.

Chi sono

“Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better.”

(S. Beckett, 1983)

[Vorrei dirvi con precisione chi sono ma non ho il dono della sintesi e cambio idea continuamente, ma cercherò di darvi qualche info cercando di non diventare troppo tangenziale]
Sono Sara Beomonte Zobel, sono psicologə e psicoterapeuta, ho un dottorato di ricerca in Psicologia Dinamica e Clinica e sono sociə fondatorə di due associazioni, RITA e Cactus.
La mia identità professionale si basa sull’integrazione di queste tre dimensioni, clinica, ricerca e politica,**** che cerco di portare con me nei vari contesti in cui la mia attività professionale si esplica.

Ho studiato Psicologia Clinica in Sapienza, dove probabilmente mi sono eccessivamente appassionata alla storica sede della facoltà in via dei Marsi tanto da tornarci qualche anno dopo per il dottorato di ricerca che è durato un po’ più del previsto a causa del Covid. Durante il dottorato mi sono occupata di Regolazione Emotiva e Suicidio, quindi ero già preparatə al peggio oltre che di Intimate Partner Violence (dinamiche relazionali violente).

Direi ad oggi che ho una formazione integrata, grazie a tutte le esperienze più o meno formali fatte in questi anni: anche se parto da una base “ultra-dinamica” sia a livello clinico (mi sono specializzata in una Scuola a orientamento dinamico focalizzata sull’adolescenza) che a livello di ricerca (il mio dottorato è in Psicologia Dinamica e Clinica), ho avuto la fortuna di fare esperienze di lavoro in vari contesti e con professionalità e competenze diverse dalle mie che hanno piacevolmente contaminato il mio approccio.

E questa contaminazione mi ha portato a lavorare con persone adolescenti e adulte e a occuparmi in particolare di ADHD in età adulta, GSRD (Gender, Sex and Relationship Diversity) e suicidio, in setting individuale, di relazione o di gruppo.

Nei vari contesti di studio e lavorativi ho incontrato persone con cui ho scoperto di condividere lo stesso modo di stare nelle cose, che non può non tenere conto del contesto più grande in cui viviamo e da questi incontri sono nate le due associazioni in cui si declina parte della mia attività professionale: in RITA lavoriamo insieme per costruire e diffondere buone pratiche nella diagnosi e nel trattamento dell’ADHD in età adulta mentre in Cactus ci occupiamo di promuovere la salute mentale uscendo dagli studi e facendo comunità con realtà e persone sul territorio.

Posizionamento

Il positionality statement

Il positionality statement è una pratica critica attraverso cui chi lavora in ambito clinico o di ricerca esplicita la propria posizione personale, sociale, culturale e professionale rispetto al contesto in cui opera. Rendersene conto e dichiararlo apertamente non è solo un atto di trasparenza, ma anche una presa di responsabilità politica: significa riconoscere che ogni sguardo è situato e che identità, valori, privilegi e ruoli istituzionali influenzano profondamente il modo in cui si leggono le esperienze altrui e che non possiamo sottrarci alle dinamiche di potere che si giocano nei contesti in cui operiamo.

In ambito clinico, questa consapevolezza è fondamentale: il setting terapeutico è attraversato da dinamiche di potere, rappresentazioni normative del benessere e cornici culturali spesso invisibili o date per scontate. Riflettere criticamente sulla propria positionality implica interrogarsi su come privilegi legati alla razza, al genere, alla classe o al ruolo istituzionale influenzino non solo la relazione terapeutica, ma anche ciò che viene definito "sofferenza", "normalità" o "patologia".

Questa pratica si radica in una prospettiva epistemologica femminista e decoloniale, che valorizza la conoscenza situata (Haraway, 1988) e mette in discussione l'ideale di oggettività neutra. Dichiarare il proprio posizionamento significa assumersi la responsabilità etica dell'impatto che essa può avere, promuovendo pratiche più consapevoli, trasparenti e rispettose delle soggettività incontrate.

Haraway, D. (1988). Situated Knowledges: The Science Question in Feminism and the Privilege of Partial Perspective. Feminist Studies, 14(3), 575–599. https://doi.org/10.2307/3178066

Infografica del positionality statement di Sara Beomonte Zobel: pronomi, identità sociale, formazione e identità professionale

Impegno comunitario

Non può esistere benessere individuale senza cura collettiva

RITA

Rete Italiana ADHD

Dal 2023, RITA promuove buone pratiche di diagnosi e trattamento dell'ADHD in età adulta in Italia. Lavoriamo sulla produzione e disseminazione di iniziative di ricerca, sull'organizzazione di attività formative e sulla facilitazione dell'accesso ai percorsi di diagnosi e cura.

www.ritadhd.it →

Cactus

Cactus Psicologia APS

Dal 2021, Cactus Psicologia è impegnata nella promozione di una cultura della salute mentale integrata con il benessere fisico, accessibile e inclusiva. Offriamo servizi rivolti alla comunità e alle persone, promuovendo l'affermazione dei diritti e rispondendo ai bisogni del territorio.

www.cactuspsicologia.it →
Iter formativo

Percorso di studi

2017 – 2020

PhD in Psicologia Dinamica e Clinica

Università degli Studi di Roma La Sapienza · Livello EQF 8

2015 – 2019

Specializzazione in Psicoterapia

SPAD – Scuola di Psicoterapia dell'Adolescenza e dell'Età Giovanile, Roma · Indirizzo psicodinamico · Livello EQF 8

2012 – 2014

Laurea Magistrale in Psicologia Dinamica e Clinica

Università degli Studi di Roma La Sapienza · Indirizzo: Infanzia, Adolescenza e Famiglia · Livello EQF 7

2009 – 2012

Laurea Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche

Università degli Studi di Roma La Sapienza · Indirizzo: Intervento Clinico per la Persona, il Gruppo e le Istituzioni · Livello EQF 6